PharmaNess ha a disposizione diverse metodiche in vivo per lo studio di numerosi parametri biologici in vivo, sia a livello del sistema nervoso centrale che del sistema nervoso periferico, come la neurotrasmissione, misurazione della percezione del dolore e dell’assunzione di cibo.
Microdialisi cerebrale:
La microdialisi cerebrale consente la raccolta in vivo, con l’animale libero di muoversi, di campioni dei fluidi extracellulari del cervello (e potenzialmente da qualsiasi altro tessuto) e l’analisi del contenuto mediante cromatografia in fase liquida ad alta prestazione (HPLC) con rilevatore elettrochimico. Il metodo consiste nell'impianto di una sonda da microdialisi in una determinata area del cervello utilizzando specifiche tecniche microchirurgiche. La sonda, costituita da una membrana semi-permeabile, permette la raccolta di campioni cerebrali mediante diffusione. I campioni raccolti possono essere iniettati nel sistema HPLC al fine di separare e quantificare le sostanze oggetto di studio presenti nel campione.
La tecnica può essere utilizzata per i seguenti scopi:
- Determinazione e quantificazione dei livelli di neurotrasmettitori e dei loro metaboliti e/o farmaci precedentemente somministrati in animali da laboratorio;
- Studio dell'azione biologica di farmaci psicotropi per comprendere il meccanismo d'azione;
- Somministrazione diretta di farmaci in tessuti bersaglio mediante l'infusione di farmaci (disciolti in un fluido cerebrospinale artificiale) attraverso la membrana semi-permeabile in specifiche aree del cervello;
- Correlazione delle risposte comportamentali ai livelli cerebrali di neurotrasmettitori in animali svegli e liberi di muoversi;
- Trattamenti farmacologici cronici mediante impianto sottocute di minipompe osmotiche connesse, mediante un catetere, ad una cannula che rilascia il farmaco in un'area circoscritta del cervello o incannulazione nella vena giugulare per somministrazioni sistemiche.
Uno dei fattori che causa la maggioranza degli errori sistematici negli esperimenti sul comportamento è lo stress generato dai metodi tradizionali di trattamento, come le iniezioni, che comportano la manipolazione dell'animale e di conseguenza l'aumento dei livelli neurotrasmettitori e ormoni, quali le catecolamine e il cortisolo. La tecnica della incannulazione permanente della vena giugulare consente, al contrario, di prelevare automaticamente il sangue o di effettuare iniezioni endovenose in ratti liberi di muoversi.
Test di analgesia:
PharmaNess dispone di diversi test per la valutazione dell’attività anti-nocicettiva dei farmaci. I test vengono effettuati su modelli di dolore acuto, cronico e da infiammazione.
- Test di analgesia in acuto: le proprietà analgesiche dei composti in esame sono saggiate tramite test di valutazione del dolore acuto. I test utilizzati sono il “tail flick” e l’”hot plate”. Entrambe i test generano un tipo di dolore particolarmente sensibile agli analgesici oppioidi rispetto agli antiinfiammatori non steroidei;
- Dolore Neuropatico: il dolore neuropatico è prodotto da un danno al sistema nervoso conseguente a diversi processi. Il dolore neuropatico è intenso e persistente, resistente agli analgesici convenzionali. Studi recenti hanno evidenziato una particolare efficacia dei composti appartenenti alle classi degli oppioidi e dei cannabinoidi nell’alleviare l’iperalgesia. Si ritiene che il meccanismo alla base includa la proprietà di questi farmaci di modulare i sistemi di neurotrasmettitori coinvolti nella patofisiologia del dolore cronico. I modelli utilizzati per riprodurre questo tipo di dolore sono il SNI (Spared Nerve Injury) e il CCI (Chronic Constriction Injury), che permettono lo sviluppo della mononeuropatia in animali anestetizzati. |