Le attività del laboratorio di colture cellulari sono mirate allo studio in vitro dei meccanismi d'azione dei farmaci, in particolare quelli impiegati in neuropsicofarmacologia, e all'analisi delle interazioni tra cellule in condizioni fisiologiche e patologiche. I nostri ricercatori utilizzano colture cellulari primarie derivate da tessuti cerebrali e cerebellari al fine di individuare l'espressione genica di vari recettori per i neurotrasmettitori, studiare le alterazioni dello sviluppo neurale e determinare la citotossicità dovuta a trattamenti farmacologici acuti e cronici. Inoltre, le colture cellulari forniscono degli ottimi modelli, in termini di semplicità e omogeneità, per l'individuazione del meccanismo d'azione dei farmaci a livello intracellulare. Utilizziamo, ad esempio, come modello di barriera ematoencefalica, cellule endoteliali provenienti da capillari cerebrali di ratto allo scopo di valutare la farmacocinetica e l'assorbimento di nuovi composti di sintesi. È così possibile calcolare il grado di diffusione di un farmaco e di suoi eventuali metaboliti attraverso la barriera ematoencefalica. Il laboratorio di colture cellulari lavora in stretta collaborazione con quello di biologia molecolare applicando tecniche come la PCR quantitativa e il Western Blot, 2D-gel elettroforesi e spettrometria di massa, per studiare le variazioni dopo i diversi trattamenti. Le colture cellulari sono spesso utilizzate, infatti, come materiale base per l'estrazione e la purificazione delle proteine e/o degli acidi nucleici. Effettuiamo studi sull'apoptosi e sulla tossicità utilizzando saggi di immunocitochimica e la metodica TUNEL. I protocolli altamente standardizzati permettono di realizzare screening neurofarmacologici di nuovi composti di sintesi su colture cellulari in tempi rapidissimi. |